Linux: come cambiare frequenza della CPU e governor con Cpupower-gui

    0

Cpupower-gui è uno strumento che consente di modificare le impostazioni del governor della CPU e la frequenza operativa del processore su Linux. L’app è stata sviluppata in Python e si basa sulle librerie Gtk 3. L’ultima versione disponibile è la 0.9.1 .

Prima di vedere come funziona questo pratico strumento cerchiamo di fare una panorami generale sul concetto di CPU governor.

CPU governor

Il kernel è il cervello che funge da regolatore della frequenza minima e massima della CPU. Ad esempio gestisce, al variare delle situazioni al contorno, il tempo necessario al raggiungimento della frequenza di clock più alta, o più bassa, variando in questo modo le prestazioni e il consumo della batteria.

La modalità con cui il kernel regola questi parametri viene chiamato “governor“, perché si tratta di operazioni che “governano” il processore.

Ovviamente esistono diverse tipologie di governor, ognuno con caratteristiche peculiari. Vi riporto, per conoscenza, una lista dei più usati:

  • Performance
  • Powersave
  • Userspace
  • Ondemand
  • Conservative
  • Schedutil

trovate ulteriori dettagli a riguardo qui.

Cpupower-gui

Cpupower gui 1

Oltre a modificare il governor della CPU e i limiti di frequenza della CPU, l’applicazione supporta diverse altre funzionalità interessanti:

  • Permette di disabilitare (o abilitare) uno specifico core della CPU;
  • Consente di cambiare il governor del processore da riga di comando;
  • Il tool consente di impostare la configurazione della CPU all’avvio o dopo che l’utente ha effettuato l’accesso;
  • Supporto per i driver Intel P-state;
  • Indica in rosso i parametri modificati rispetto a quelli di default;
  • AppIndicator per cambiare rapidamente profilo d’uso del processore.

Cpupower-gui cpu governor

Sono presenti due profili predefiniti e non modificabili: Balanced e Performance. Di default viene impostato il bilanciato al boot, per modificare quest’impostazione è necessario modificare il file /etc/cpupower_gui.conf accedendovi come root e modificando la voce “profile”.

 Per creare un proprio profilo è necessario creare un file nomeprofilo.profile nella directory ~/.config/cpupower_gui/. Qui trovate le (semplici) istruzioni per preparare il file, di seguito riporto un esempio per darvi un’idea della struttura:

# name: “nomeprofilo”

# CPU        Fmin       Fmax               Governor                   Online
0-2              2200       2800                performance
3-5               2400       3200                ondemand

Pro e contro? Sicuramente è interessante che questo strumento funzioni con qualsiasi desktop environment. Tool simili, come CPU Power Manager, non sono così flessibili. Sicuramente un aspetto da migliorare è il numero di funzionalità disponibili da GUI.

Download

L’applicazione può essere installata dai repository ufficiali su molte distribuzioni Linux, tra cui Debian, Ubuntu 20.04 e 20.10, Kali Linux, OpenMandriva, Rasbian, etc. Chiaramente i repository non sono sempre aggiornati all’ultima versione disponibile. Qui trovate i comandi da lanciare per l’installazione sfruttando i repo di openSUSE.

Ad esempio, su Ubuntu 20.04, date il seguente comando:

echo 'deb http://download.opensuse.org/repositories/home:/erigas:/cpupower-gui/xUbuntu_20.04/ /' | sudo tee /etc/apt/sources.list.d/home:erigas:cpupower-gui.list
curl -fsSL https://download.opensuse.org/repositories/home:erigas:cpupower-gui/xUbuntu_20.04/Release.key | gpg --dearmor | sudo tee /etc/apt/trusted.gpg.d/home:erigas:cpupower-gui.gpg > /dev/null
sudo apt update
sudo apt install cpupower-gui

Per ulteriori dettagli vi rimando alla pagina GitHub ufficiale di Cpupower-gui.

sharing-caring-1Seguiteci sul nostro canale Telegram, sulla nostra pagina Facebook e su Google News. Nel campo qui sotto è possibile commentare e creare spunti di discussione inerenti le tematiche trattate sul blog.

L’articolo Linux: come cambiare frequenza della CPU e governor con Cpupower-gui sembra essere il primo su Linux Freedom.

Clicca qui per andare alla fonte

Rispondi