Sei storie dal mondo del software libero: dal carcere di Shiraz a una pizzeria di Toronto, Italia protagonista

La Free Software Foundation ha pubblicato la seconda parte del suo report sulle LibreLocal 2026, la campagna che ha portato all'organizzazione di 50 meetup dedicati al software libero su sei continenti, la maggior parte durante il "LibreLocal month" di maggio. Dopo le prime dieci storie raccontate a giugno, questo secondo capitolo ne presenta altre sei, e alcune sono davvero straordinarie.

Un attivista libero, dopo essere stato arrestato

La storia più forte è quella di Abbas Davarpanah, l'organizzatore iraniano che nel primo report era rimasto anonimo per motivi di sicurezza dopo essere stato arrestato dal Ministero dell'Intelligence durante il suo meetup. Abbas ha ora raccontato di persona la sua vicenda alla FSF: era stato arrestato per aver promosso Delta Chat durante i blackout di internet in Iran, gestendo personalmente circa ottanta dei oltre 3.000 server decentralizzati attivi nel paese, usati da circa 15 milioni di persone. Trasferito nel carcere di Adelabad a Shiraz, non si è arreso: ha organizzato due LibreLocal dentro il carcere stesso, nel reparto di quarantena, coinvolgendo sessanta detenuti interessati al software libero, con presentazioni preparate a mano su quaderni e temi che andavano da GNU/Linux al WordPress in persiano. Oggi Abbas è libero e sicuro, e ha condiviso foto e dettagli in un thread su Mastodon.

Un'altra conferenza nel pieno della guerra

A Kyiv, in Ucraina, si è tenuta per il secondo anno la Free Software Conference Ukraine, organizzata da AOP Robotics, Relvecorp e Kirill Sorudeykin, con la partecipazione di Krzysztof Siewicz, responsabile licenze della FSF. Kirill racconta l'obiettivo di far crescere la conferenza nella regione nonostante il contesto bellico, puntando su relatori nuovi e ricorrenti e sull'uso di strumenti liberi per l'organizzazione stessa dell'evento.

L'Italia protagonista: il meetup di Catania

Un capitolo importante riguarda proprio l'Italia: il LibreLocal di Catania, organizzato da Fabio Arceri, Federica Scarso e Raffaele Barone, ha sorpreso la FSF per la qualità del report finale, un documento di dieci pagine con statistiche dettagliate. All'evento hanno partecipato circa sessanta persone (in presenza e online), con dodici relatori tra cui rappresentanti di Wikimedia Italia, oltre a copertura stampa, post sui social e un episodio podcast dedicato. Gli organizzatori hanno raccontato una diffusa preoccupazione tra i partecipanti per lo stato attuale dell'informatica e il desiderio di recuperare autonomia tecnologica e sovranità digitale, con l'obiettivo dichiarato di gettare le basi per una community catanese permanente sul software libero.

Pizza e software libero, ovunque nel mondo

Il filo comune di molti meetup 2026? La pizza. A Toronto, il gruppo Tech Pizza Mondays ha organizzato il suo evento usando i fondi FSF proprio per comprare le pizze. A New Haven, Connecticut, il meetup organizzato da Sean O'Brien (vicedirettore della FSF), Sheree Ip e Mikalai Birukou nello spazio maker MakeHaven ha attirato circa venti persone da quattro stati diversi, con presentazioni sulla sicurezza dei sistemi FSF e discussioni su privacy, restrizioni hardware e impatto dell'IA generativa sulle licenze software. Negli Stati Uniti, anche quattro sedi di Beyond40 (B40) — nella Bay Area, a Boston, Maryland e New York — hanno organizzato i propri eventi, con il chapter del Maryland che ha portato i partecipanti in visita al System Source Museum di storia del computing

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